
Bucintoro del 1311
Il 17 agosto 1311 fu aggiunta alla Promissione Ducale una nuova legge “quod Bucentaurus Domini ducis fiat per Dominium et teneatur in Arsenatu”. Evidentemente questo del 1311 non era il primo Bucintoro che veniva realizzato a Venezia, ma con tale legge per la prima volta si prescriveva l’addebito delle spese per la costruzione al bilancio pubblico e la custodia dell’imbarcazione in Arsenale. Dunque, il Bucintoro del 1311 segna la prima tappa veramente importante nella ricostruzione della storia di questo naviglio. La sua struttura era già strepitosa: la copertura (tiemo) era suddivisa in due parti, l’uno in velluto rosso, per i patrizi veneziani, e l’altra in velluto color porpora, per il Doge. I ponti erano due. La poppa era quadrata e ospitava le insegne dogali. I documenti, poi, parlano di un altro Bucintoro, costruito nel 1449 con dimensioni ancora maggiori di quello del 1311. La statua con l’allegoria della Giustizia è descritta a partire da Marin Sanudo (1495-1530) nel suo De origine, situ et magistratibus urbis venetae. La prima immagine del Bucintoro risale alla xilografia del 1500 realizzata da Jacopo de’ Barbari e rappresentante la pianta di Venezia. Un’altra interessante raffigurazione è realizzata da Andrea Valvassore che ritrae il Bucintoro tra il 1517 e il 1525. Tuttavia entrambe le immagini ritraggono il Bucintoro in Arsele, per cui in disarmo e senza gli addobbi mobili da parata.
Introduzione
Il Bucintoro del 1526
Il Bucintoro del 1606
Il Bucintoro del 1727
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